20 dicembre, 2008

pulsatilla e stramonium visti da......

L'OMEOPATIA RACCONTATA
Un Natale luccicante di malinconia
di Luisella Zanino

Cadeva la neve nel buio. Lenta, lenta, lieve, lieve.
Un'ovatta purificante, rumori soffocati: bianca magia della natura.
Che freddo, brrrr... Le scarpe non proteggevano i piedini ma lei stava lì, abbarbicata sull'albero, sulla scala, con le luci che si aggrovigliavano e i suoi geloni che pungevano: che nervi!
Eppure lo doveva decorare. E riempire di luci, quell'albero!
Ma i suoi gesti erano come al solito impacciati, imbarazzati, diseguali, infantili, inefficaci, peggiorati dai guanti. E poi aveva freddo ovunque, ma stare fuori al freddo le piaceva. Non voleva rientrare.
Ci fosse stato qualcuno con lei, almeno.
Invece no. Tutti dentro al caldo, l'avevano lasciata sola. Non le piaceva stare sola.
E quei fili di luci: li districava con mani nervose, felice di far luccicare il natale, avesse almeno potuto farlo, ma quei fili di luci non volevano collaborare. Accidenti. Finalmente un filo luccicante docile fra le mani: sulla rosa rampicante, eccolo. Poi uno sul prugno: bellissimo. Ora uno sulla tettoia. Era felice adesso.
Una casa piena di allegria e di luce, pronta per le feste.
Ma perché d'improvviso di nuovo questa melanconia? Babbo Natale, anche lui, l'aveva lasciata sola. Anche Babbo Natale. Che lutto era stato scoprire che non esisteva. Lo raccontava ai bambini felice di vedere i loro occhi sgranati e luccicanti e tornava bambina, si immergeva con loro nella storia e lo vedeva lì, rosso e rubicondo accanto a lei, carico di doni per lei.
Non esisteva. Un sogno. Una terribile delusione. Le veniva da piangere, lì su quella scala, nel freddo con la neve che cadeva tutto intorno.
Ecco ora li odiava tutti: sua madre che l'aveva ingannata, il mondo che l'aveva ingannata, suo marito e i suoi figli che non l'aiutavano a "fare Natale". Incapaci di comprenderla, di accoglierla, di consolarla. Aveva dunque decorato
la casa di luci e di allegria natalizia per diventare così melanconica? Che nervi di nuovo! Ora le sarebbe venuto mal di stomaco, già lo sapeva. Fortuna che aveva comprato il pandoro.
Buon Natale, Pulsatilla!


L'OMEOPATIA RACCONTATA
Fiocchi di neve su Souven
di Italo Grassi

La neve cade fitta, copre le strade e nasconde i pericoli. Avanzo con difficoltà sull'asfalto viscido. Ho la febbre alta. Mi sembra d'avere acqua bollente sulla testa e il volto infilato in una calza di nylon.
Sopra un cartello, ai margini della piazza deserta, c'è scritto il nome di questo assurdo paese: Souven. La chiesa panciuta, a forma di matrioska, mi osserva austera. Poco più in là, la torre piegata è un profilo nero, inquietante e minacciosa come la morte.
Souven è un buco di posto che non compare nelle carte geografiche. Souven è un minuscolo punto nero circondato da una marea bianca. Souven è la carie di un sorriso dannato. E' il nulla!
Percorro vicoli bui, m'insinuo come un verme tra le fessure della città, busso alle porte di case abbandonate, mentre le finestre chiuse sembrano osservarmi con gli occhi di un cieco. Un grosso cane nero mi rincorre. La belva apre le fauci mostrando denti immondi e sbava come se già stesse rosicchiando le mie povere ossa. Fuggo verso la piazza.
La febbre trasforma la mia bocca in un deserto. Bevo lunghe sorsate d'acqua da una fontana. Il liquido, fresco e dissetante, diventa una massa appiccicosa che mi blocca il respiro.
Qualcuno avanza verso di me. Non vedo bene, tutto sembra offuscarsi, come se guardassi il mondo attraverso un paio di lenti sporche. L'individuo mi fissa, i suoi occhi sono immobili buchi neri, mentre prende la mira e porta il coltello verso l'alto. Vedo la lama brillare di una luce sinistra. Lo supplico di fermarsi. Lui non m'ascolta. Allora lo mordo, sputo pezzi di carne, poi mordo ancora. L'individuo, identico a me, urla a squarciagola come una vecchietta scippata della pensione. Corro verso una stradina in discesa, scivolo sul ghiaccio, sfreccio come se fossi sdraiato sopra un bob. La mia fuga finisce contro un'enorme parete di vetro che circonda tutta la città.
Souven è un piccolo escremento incistato sotto una cupola di cristallo. Guardo verso l'alto. Per poco non mi prende un colpo. Due occhi enormi mi stanno fissando. Il mio stomaco si contrae come se avessi ingerito una bottiglia di acido cloridrico. Una mano gigantesca afferra la cupola. La capovolge. Io sono sbattuto indietro e risucchiato verso l'alto. Finisco contro la sommità della cupola con la velocità di un proiettile.
La botta mi lava la mente. Vedo che non sono più solo. Loro, i miei fratelli, mi circondano, mi abbracciano. Da lassù si legge, per intero, il nome del paese scritto sul cartello: Souven... ir di Pisa!
Io vi domando: cosa devo fare se, durante la febbre alta, soffro di queste paurose allucinazioni, piene di buio e di violenza, dove supplico, scappo da cani feroci, mi vedo sdoppiato, mi eccito alla vista di oggetti brillanti e ho spasmi se bevo acqua? Qualcuno mi ha dato da prendere dei granuli di Stramonium. Spero mi facciano bene.
Intanto la cupola ruota e torna diritta: io, soffice e leggero, scendo assieme a tutti gli altri fiocchi di neve...

12 dicembre, 2008

L'OMEOPATIA RACCONTATA
Gli strani casi del dottor Burger
di Italo Grassi

Hans Carossa appartiene ad un importante gruppo di medici scrittori, vissuti a cavallo tra 1800 e 1900: nomi illustri della letteratura tedesca quali Schnitzler, Doblin e Benn. Figlio di un medico, Hans Carossa (1878-1956), di lontana origine piemontese, era medico a sua volta e, diversamente dai medici scrittori appena citati, trasse dalla professione medica la più importante fonte di ispirazione: ne sono un chiaro esempio romanzi come "Il medico Gion", "La giornata di un giovane medico" e "I casi del dottor Bürger". Quest'ultimo libro, pubblicato per la prima volta nel 1913, rappresenta il romanzo d'esordio di Hans Carossa ed è scritto in stile diaristico: un giovane medico, applicando il metodo di cura ideato dal padre, riporta giorno per giorno i casi di tisi da lui affrontati. Per il tipo di narrazione, impregnata di melanconia e senso di sconfitta, per il fatto che entrambi i personaggi principali si suicidano, quest'opera è stata paragonata al Werther goethiano.L'omeopatia non è mai citata direttamente, ma dalle frasi che seguono risulta inequivocabile quanto bene l'autore la conoscesse.
20 ottobre 1908: "Un paziente che giacesse davanti a me solo come il caso numerato 6 o 7, con i reperti clinici e le tabelle della febbre pulitamente segnati, non potrebbe mai destare in me quella curiosità nobilitata che mi spinge ad aiutare, a impegnarmi. Curare un viscere, senz'assicurarmi dell'uomo, no, io non lo potrò mai..."
6 novembre: "Il discorso più energico s'era già formulato dentro di me. Che noi conosciamo sostanze chimiche che son velenose in grandi quantità, ma fornite in piccole dosi, di un'alta efficacia curativa, che naturalmente anche una medicina innocua a volte può diventar nociva in mano d'un incompetente..."
13 dicembre: "Egli ha dimenticato o non ha mai creduto la singolarità così spesso sostenuta da mio padre, che l'energia sanatrice si produce in maniera tanto più pura in quanto minori dosi la medicina viene data..."
23 ottobre: "Rosetta è una creatura delicata di tredici anni, il viso tondo, molto bianco pieno d'efelidi pallide; ha grandi occhi grigi, che ridono volentieri e una magnifica capigliatura rossa oro; le sue ciglia lunghe sono fine e gialle come stami di fiori... Morfologia che ricorda sicuramente un tipo Phosphorus."

Hans Carossa: "Die Schicksale Doktor Bürgers"; 1993, Passigli Editori, Firenze

04 dicembre, 2008

L'OMEOPATIA RACCONTATA
Natrum muriaticum, un granello di sale marino
di Italo Grassi

Natrum Muriaticum è il cloruro di sodio, il granello di sale marino che, come un naufrago, l'onda del mare ha trascinato sulla spiaggia. Il sole, alto e cocente, disidrata l'organismo di questo naufrago, le sue labbra diventano secche e screpolate, sulla sua pelle bruciata compare ogni tipo di eruzione. E' solo, abbandonato sulla battigia della vita, sotto lo sguardo immoto del cielo. Nel torrido silenzio avanza uno sciacquio di emozioni, ad esso s'accompagna il brusio della rabbia repressa, il continuo rimuginare sollevato dal fiato sospeso del mare. La grande sete riflette questi tormenti e gli pervade la bocca con un gusto dolciastro. Dalla lingua a carta geografica la saliva acida s'increspa e, come un flusso di schiuma salata, scende a bruciare lo stomaco e a gonfiare l'addome. Cresce il rancore, al frangersi delle onde, per sensazioni lontane ma dolorose come se fossero appena trascorse. Le pene d'amore rivestono di sale il sapore di lacrime che incupiscono occhi socchiusi dalla troppa luce. L'aria che inspira è una lama di polline che infiamma le mucose di naso, gola e bronchi: la rinorrea è densa, le tonsille sono gonfie e dolenti, la tosse ha un espettorato viscoso purulento e rossastro; l'asma incombe nella luce violenta come un uccello rapace. Sta male, il naufrago fatto di sale, ricordando il volto della sua infanzia, per lunghi periodi amara, che l'ombra del tempo non riesce a nascondere. La ricerca di cibo salato si tramuta in rifiuto, in un'ostile avversione verso qualsiasi cosa, oggetto o persona, che possa colmare il suo risentimento nei confronti del mondo. Nuvolette fiorite notano questa sua sofferenza e gli sorridono dal cielo, gli domandano quali sono i suoi segreti, ma lui, introverso e schivo, si rifiuta di rispondere e, con orgoglio, rinuncia alla consolazione portata dal vento. Nel suo petto spaccato batte un cuore rincorso dall'ansia. E' il marinaio colpito e inabissato dalle tempeste dell'animo, è il vinto che ama ricevere la sottile carezza dell'aspro ricordo. All'ansito rauco di un futuro al galoppo chiede di conoscere il profumo e il nome di una nuova donna per poterla chiamare ancora amore. Pallido, anemico ed emaciato, si trascina su dune roventi, tenendo le spalle curve e cadenti, mentre dalle ferite aperte schiuma sangue bruciante. La stanchezza è un pulviscolo doloroso che gli pervade la testa, procede come barca inesperta, gorgoglia in preda ai sussulti di un tormento fatto di vuoto e di nulla. Stanco di attesa, piange in silenzio e tacciono le inutili labbra, non occorre parola e nemmeno il rimpianto, quando cade, infine, sulla sabbia stremato. Comincia la sera sul cielo di stelle e, sullo sfondo, compare una falce di luna. Un chiarore tranquillo, quasi una luce, vestirà di sogni il suo corpo supino.

27 novembre, 2008

i cattivi caratteri, la frustrazione di Staphysagria
di Luisella Zanino

Il bellissimo fiore Delphynum staphysagria, simile a un giglio e di colore blu, è anche detto dagli olandesi "sperone del cavaliere", per la forma che ricorda uno sperone. Viene considerato il "rimedio della sottomissione" e l'analogia con lo sperone che manovra, sottomette e ferisce il cavallo è evidente. Segnaliamo che questo è uno dei medicamenti più usati, e con maggior successo, proprio in ippiatria. Staphysagria si presenta spesso con una maschera triste, ipocondriaca, astenica e pallida. Piange spesso se le si parla. L'apparenza può essere quella di una persona docile, timida, dolce e sottomessa, tremendamente introversa. Le sue crisi di rabbia furiosa rivelano ben altro carattere. Generalmente le pene e le frustrazioni sono represse e si traducono in somatizzazioni. La diagnosi di rimedio diventa difficile, soprattutto nel bambino, dove i sintomi clinici possono coprire ciò che è ben nascosto nel profondo dell'animo. Una delle somatizzazioni più frequenti è nella sfera urogenitale. Qui il somatico e lo psichico sono molto "intimamente" legati. Prima fra tutte l'iperestesia delle zone genitali. Nelle giovani donne questa conduce verso la classica "cistite da luna di miele", più precisamente cistite post-coitale, ad urine chiare. Le idee sessuali ossessive possono portare a masturbazione eccessiva, legata ad opposti sentimenti di avversione e attrazione verso l'altro sesso. Il cattivo carattere di Staphysagria sottende sempre un sentimento di indignazione, di ingiustizia, di umiliazione. Una frustrazione reale o vissuta come tale. Tutto ciò porta ad una suscettibilità eccessiva a parole o situazioni anche insignificanti, con crisi di rabbia violente e spesso incomprensibili per l'entourage. Le crisi si realizzano preferibilmente in situazioni domestiche o private, raramente in pubblico, spesso accompagnate da furioso lancio di oggetti, urla. Non c'è mai desiderio di ferire fisicamente le persone, a volte il sentimento di indignazione è rivolto verso se stessa, verso i propri errori e le conseguenze dell'aver perso il proprio sangue freddo. In sintesi, si può dire che il "cattivo carattere" di questo rimedio non è che l'espressione di una particolare reattività alla sofferenze interiori e celate dell'individuo. Sofferenze funzione del terreno e del modo in cui la vita lo scolpisce. Si può intravedere, attraverso la somministrazione del rimedio, un'opportunità offerta sul cammino del ritorno all'essenza del sé?

Udo Giavarini, "Les frustrations de Staphysagria"
Cahiers de biothérapie; n 212, juin/juillet 2008, (14-16)

21 novembre, 2008

ancora ....

incontri impossibili: Hahnemann e Ungaretti
di Italo Grassi

Lipsia era assediata dall'esercito francese e proiettili di cannone cadevano sulla città come gocce di una pioggia infinita. Per sfuggire alle terribili esplosioni la famiglia Hahnemann, come tutta la popolazione della città, si era rifugiata nei sotterranei dei palazzi. Dopo parecchi giorni i viveri iniziarono a scarseggiare e Hahnemann, non potendo sopportare che moglie e figli fossero tormentati dalla fame, decise di salire ai piani superiori in cerca di cibo. Lo attendeva l'atroce visione di mura e soffitti crollati. La sua casa non esisteva più. Un vecchio si sarebbe aggirato tra quelle rovine, aveva il volto dalla pelle incartapecorita, le labbra avvizzite, gli occhi piccoli ma vivaci.
"Chi siete?" Avrebbe domandato Hahnemann.
"Ungaretti / uomo di pena/" Avrebbe risposto l'altro.
"Come siete arrivato fin qua?"
"In agguato / in queste budella / di macerie / ore e ore / ho strascicato / la mia carcassa / usata dal fango / come una suola."
"Sapete cosa sta accadendo sulle mura della città?"
"Si sta come / d'autunno / sugli alberi / le foglie."
"Abbiamo respinto l'assalto di quei maledetti francesi?"
"La memoria non svolge che le immagini / E a me stesso io stesso / Non sono già più / Che l'annientamento nulla del pensiero"
"Ci mancava solo che incontrassi un vecchio smemorato!" Avrebbe brontolato Hahnemann.
Un proiettile di cannone, colpendo l'edificio vicino, avrebbe gettato schegge e polvere ovunque. I due uomini, causa lo spostamento d'aria, sarebbero finiti a terra. "Dovete andarvene da qua!" Avrebbe gridato Hahnemann. "Non ho un posto dove nascondervi, né cibo per sfamarvi."
Lentamente Ungaretti si sarebbe alzato e, mentre con una mano si toglieva la polvere dai vestiti, avrebbe mormorato mestamente: "Non ho voglia / di tuffarmi in un gomitolo / di strade. Ho tanta / stanchezza / sulle spalle."
"Oh povero vecchio, che pena mi fate. Avete qualche amico da cui andare?"
Ungaretti avrebbe scosso la testa. "Un'intera nottata / buttato vicino / a un compagno / massacrato / con la sua bocca digrignata / volta al plenilunio / con la congestione / delle sue mani / penetrata / nel mio silenzio"
"Maledetta guerra e maledetti noi!" Avrebbe gridato il medico tedesco. "Combattiamo, uccidiamo e moriamo senza sapere il perché, poi facciamo la pace, in attesa di ricominciare un'altra guerra ancora più terribile della precedente. Ditemi: Dio ci perdonerà questa pazzia?"
"Rincorro le nuvole / che si sciolgono dolcemente / cogli occhi attenti / e mi rammento di qualche amico morto / Ma Dio cos'è?"
"Siete ateo?"
"Sono un poeta / un grido unanime / sono un grumo di sogni"
"Ma una qualche speranza deve esserci in fondo al vostro animo."
"Mi vedo / abbandonato nell'infinito." Avrebbe mormorato Ungaretti con voce roca e disperata.
Allora Hahnemann avrebbe rovistato tra le macerie della sua casa. Dal mobile dei farmaci, sommerso da mattoni e calcinacci, avrebbe estratto una bottiglietta di vetro miracolosamente intatta. "E' tutto quello che vi posso offrire: dieci gocce al giorno di Conium maculatum."
Il cannone improvvisamente interruppe la sua voce nera. Era l'alba e il nuovo sole toccava, con i suoi primi passi, le ferite lasciate da un'altra notte di guerra. Ungaretti inspirò l'aria che odorava di promesse e, volgendo lo sguardo verso la fronte luminosa del cielo, avrebbe esclamato: "M'illumino d'immenso."

30 ottobre, 2008

L'OMEOPATIA RACCONTATA
Gli incontri impossibili: Hahnemann e Pavese
di Italo Grassi

Hahnemann aveva da poco tempo conosciuto Melanie e si era perdutamente innamorato. Le figlie, per farlo rinsavire, gli avrebbero mandato in studio Cesare Pavese. Lo scrittore, volto magro e affilato, aria cupa, occhiali tondi con lenti cerchiate, si sarebbe seduto stancamente. Il medico tedesco, sguardo sognante ancora rivolto agli ultimi momenti trascorsi con la donna amata, l'avrebbe scherzosamente rimproverato: "Lei è in ritardo."
Gli occhi di Pavese l'avrebbero fissato sconsolati. "Aspettare è ancora un'occupazione. E' non aspettare niente che è terribile."
Hahnemann, tornato improvvisamente serio, avrebbe piegato lo sguardo sul foglio, leggendo: "Lei viene da me perché soffre di depressione e... eiaculazione precoce... Ah... Bene... Cioè male,...insomma cominciamo da come si sente al mattino."
"Ogni mattino - sotto forma di tanfo, umidiccio, tepore, lasciamo come uno stampo, come un corpo astrale, la stanchezza nel letto."
"Significa che sta meglio la sera?"
"Ogni sera, finito l'ufficio, finita l'osteria, andate le compagnie - torna la feroce gioia, il refrigerio di esser solo. E' l'unico vero bene quotidiano."
"Stare in mezzo alla gente, quindi, non l'aiuta?"
"Con gli altri... bisogna sempre vivere come se cominciassimo allora, e finissimo un istante dopo."
"Durante la notte come sta? Riesce a dormire?"
"E' bello andare a dormire, perché ci si sveglierà. E' il mezzo più rapido di fare mattino."
"Sento dolore e astio nelle sue parole. Lei rimugina molto sulle cose del suo passato, ma è anche un uomo vendicativo?"
"Vendicarsi di qualcuno - fa' come se lo perdonassi - abbandonalo alle vendette della vita. Non c'è trascorrere di tempo che non infligga da sé, senza spinta da parte dell'offeso, cose atroci a ciascuno."
"Penso che l'amore potrebbe aiutarla."
Pavese avrebbe mostrato un sorriso amaro. "Amare un'altra persona è come dire: d'or innanzi quest'altra persona penserà alla mia felicità più che alla sua. C'è qualcosa di più imprudente?"
"Ce l'ha con le donne o con l'amore in generale?"
"Se nascerai un'altra volta dovrai andare adagio anche nell'attaccarti a tua madre. Non hai che da perderci."
"Odia le donne a tal punto da non avere mai scritto poesie per conquistarne una?"
"Io comincio a far poesie quando la partita è perduta. Non si è mai visto che una poesia abbia cambiato le cose."
"Ho ottanta anni, sono vedovo e vivevo nel dolore di un amore scomparso, ma adesso che ho trovato una donna meravigliosa, la mia vita nuovamente è risorta."
"Chiodo scaccia chiodo. Ma quattro chiodi fanno una croce."
"Con questo intende dire che se la mia donna mi lascia non mi resta altro da fare che il suicidio?"
Pavese avrebbe sospirato: "Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, infermità, nulla."
"Melanie non mi lascerebbe mai. Per me lei ha lasciato uomini che l'amavano."
"La donna che frega un altro per venire con te, fregherà te per andare con un altro."
Hahnemann avrebbe spalancato così tanto gli occhi che non si sarebbe meravigliato di vederli schizzare fuori dalle orbite come due proiettili impazziti. Avrebbe sbottato con tono perentorio: "Questo a me non accadrà mai!"
"La cosa più segretamente temuta accade sempre."
"Prenda queste gocce di Natrum muriaticum e torni tra un anno: io, tedesco e amante delle donne, sarò qua ad aspettarla con quella che sarà diventata mia moglie."
"Sono un popolo nemico, le donne, come il popolo tedesco." Avrebbe risposto Pavese, impassibile, prima di uscire dallo studio, trascinandosi dietro, con passo lento e triste, il peso della sua esistenza.

14 ottobre, 2008

e questo penso io.....

dopo aver letto l'articolo abbiamo l'ennesima conferma che si difendano le vaccinazioni a spada tratta senza il minimo dubbio!!!!!!l'ultima frase poi è allucinante,rileggetela, se il beneficio delle vacc. è maggiore del rischio di pochi casi di autismo (o di encefalite ,dico io)in cambio di millantati benefici(!!!!)allora dico io perchè non si lascia alla "natura" l'esercizio delle sue funzioni...
perchè inoculare "scorie"in soggetti che magari non verranno mai a cantatto con quei virus, che in età piu avanzata potranno rispondere con un sistema immunitario più maturo, che non rischieranno di diventare asmatici ,sicotici ecc ecc.... ciao
Sull'autismo altra smentita

Sul presunto rischio di autismo legato alle vaccinazioni dell'infanzia è stata condotta ormai una mole di ricerche, con risultati che hanno portato a non confermare questa correlazione. A ribadire il concetto un commento di Fabrizio Pregliasco, del Dipartimento di sanità pubblica, microbiologia e virologia dell'Università di Milano, diffuso dall'ufficio stampa dell'ateneo milanese, che parte dalla constatazione della crescente diffusione dell'autismo nella popolazione infantile. "Oggi si ha molta più attenzione nei confronti dell'autismo e dei disturbi a esso collegati rispetto a qualche anno fa" dice Pregliasco. "Si parla infatti di spettro autistico più che di autismo in senso stretto, insieme di disturbi riconducibili alla patologia. Questo significa che oggi si diagnosticano più casi rispetto al passato fatto che potrebbe in parte spiegare il boom di cui si parla". Quanto all'ipotesi che i vaccini in età prescolare (trivalente per difterite-tetano-poliomielite o esavalente difterite-tetano-pertosse-epatite B-poliomielite-Haemopholus influenzae) fossero tra le cause "studi retrospettivi che hanno analizzato milioni di casi in tutto il mondo hanno drasticamente ridimensionato tale ipotesi, come ha recentemente sottolineato la Columbia University. I bambini che sviluppano l'autismo sono una percentuale ridottissima rispetto ai vaccinati, non è possibile trovare una correlazione diretta". Qualche timore però i genitori possono ancora averlo. "Per questo va sottolineata, e sottolineo, ancora una volta la rarità della malattia rispetto a tutti i bambini che si sottopongono alle vaccinazioni" conclude "e vanno messi in evidenza invece gli enormi vantaggi delle stesse nel proteggere da malattie che altrimenti potrebbero causare danni molto seri alla salute

25 settembre, 2008

dovunque omeopatia....

Gli incontri impossibili: Hahnemann, Paolo e Francesca
di Italo Grassi

Da poche ore Hahnemann, stanco e frastornato dal lungo viaggio, si era coricato e stava per addormentarsi nella sua nuova dimora parigina. Suonò la mezzanotte e Melanie dormiva accanto a lui, quando iniziò a sentire strani rumori provenire dall'alto. Per non svegliare la moglie, salì ai piani superiori, da solo, per vedere cosa stesse accadendo. Vide alcune ombre che si muovevano e gridò: "Chi siete?"
Dante gli si parò davanti: "Perché pur gride?"
Hahnemann lo riconobbe e sbottò: "Tu sei il tizio che si era perso nel bosco. Cosa vuoi ancora da me e chi sono le due ombre che s'aggirano per questa soffitta?"
«O anime affannate, / venite a noi parlar, s'altri nol niega!». Gridò Dante verso le due ombre che, volteggiando nell'aria come colombe diafane e leggere, si avvicinarono sussurrando: "Amor, ch'a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte, / che, come vedi, ancor non m'abbandona. / Amor condusse noi ad una morte: / Caina attende chi a vita ci spense».
«Che pense?» Chiese Dante.
Hahnemann capì e rispose: "Per curarli, prima devo sapere cosa gli è accaduto."
E Dante: «Francesca, / Ma dimmi: al tempo de' dolci sospiri, / a che e come concedette amore / che conosceste i dubbiosi disiri?».
Uno dei due spiriti iniziò a parlare, mentre l'altro, sommessamente, piangeva. «Nessun maggior dolore / che ricordarsi del tempo felice / ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore. / Ma s'a conoscer la prima radice / del nostro amor tu hai cotanto affetto, / dirò come colui che piange e dice. / Noi leggiavamo un giorno per diletto / di Lancialotto come amor lo strinse; / soli eravamo e sanza alcun sospetto. / Per più fiate li occhi ci sospinse / quella lettura, e scolorocci il viso; / ma solo un punto fu quel che ci vinse. / Quando leggemmo il disiato riso / esser basciato da cotanto amante, / questi, che mai da me non fia diviso, / la bocca mi basciò tutto tremante. / Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse / quel giorno più non vi leggemmo avante».
Hahnemann si grattò la testa, perplesso, poi sentenziò: "Pallidi, deboli e tremanti, con occhi incavati e pupille dilatate; tormentati dalla nostalgia della vita e dalla tristezza dell'amore perduto; timorosi per il proprio futuro e con disperazione di guarire; i problemi sono comparsi leggendo un libro: Phosphoricum acidum!" Rivolto a Dante: " Adesso posso tornare a dormire in pace?"

13 settembre, 2008

protoni in ....."PISTAAAAA"

PROTONI IN PISTA: Il 10 settembre l’acceleratore di particelle più grande del mondo ha ricevuto un mondo di attenzioni: l’inaugurazione dello strumento LHC, infatti, si è guadagnata le prime pagine di tutti i giornali. Dopo appena 55 minuti dall’attivazione, i rilevatori hanno segnalato che il primo fascio di protoni, all’interno del condotto circolare lungo ben 27 chilometri, ha effettuato il suo tragitto con successo. L’inaugurazione ha dato avvio alla fase di rodaggio a bassa energia che durerà alcuni giorni. La potenza verrà aumentata gradualmente nei prossimi mesi, ma perché LHC venga portato a pieno regime bisognerà aspettare l’estate. Solo allora, finalmente, il grande acceleratore sarà in grado di dare le risposte che tutta la comunità scientifica attende. Una di queste è scoprire il bosone di Higgs, la cui esistenza non è mai stata provata sperimentalmente. Riuscirci significherebbe saldare finalmente l’impalcatura teorica su cui si basa la nostra attuale comprensione

25 agosto, 2008

palazzo BONBON ovvero......

.....pag.16.....
A dire il vero,i condomini di Palazzo Bonbon erano abituati all'immondizia, perchè era da un pezzo che ci combattevano.Nell'arco di tempo compreso tra i primi di febbraio e metà aprile- cioè dopo che la ditta privata che raccoglieva i rifiuti nella zona aveva dichiarato bancarotta, e prima dell'incarico venisse affidato ad un'altra azienda-si era accumulata una montagna di spazzatura, il cui fetore aumentava ogni giorno di più. E le cose non erano granchè mogliorate con l'avvento della nuova azienda..................................

24 agosto, 2008

il palazzo delle pulci.( non tanto a oriente)


la gente ,la vita ,il colore e odore di un mondo racchiuso tra le pareti di un vecchio palazzo a istanbul...scritto con un linguaggio melodioso ed incantatore come l'atmosfera di questo libro

09 luglio, 2008

tempio vegetale (mauri)

tempio vegetale di giuliano mauri

Un tempio vegetale


Nella pianura friulana sta per sorgere un tempio classico a pianta circolare. Non di pietra, ne’ di marmo, ma creato con gli alberi. Dopo il successo della Cattedrale Vegetale nei boschi di Sella, Giuliano Mauri, si è portato ai Colonos, profondo Friuli, luogo testimone dell’antica civiltà contadina...



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pubblicato lunedì 18 luglio 2005
A Villacaccia di Lestizza (in provincia di Udine), vicino a una vecchia casa colonica, Giuliano Mauri ha avviato la realizzazione di un ampio tempio circolare. Diciotto pilastri cavi in legno di castagno, risultato delle potature dei boschi collinari poco distanti, guideranno la crescita delle piante di carpino che saranno messi a dimora all’interno dei pilastri stessi. Cresceranno, così, guidati dall’opera dell’uomo attraverso attente potature, che in una ventina di anni porteranno le piante alla realizzazione totale dell’architettura, che il suo progettista prevede con un’altezza di circa dodici metri. “Sarà luogo di domanda e di rilevamento emozionale” dice lo stesso artista che periodicamente da Lodi, dove vive, approda ai Colonos per seguire la realizzazione del progetto.
Quando gli si domanda perché abbia scelto proprio una tipologia sacra, risponde che la Natura stessa è per lui il luogo del sacro e che con essa è necessario stabile un’alleanza che riconduca l’umanità a un dialogo con il mondo naturale. Come del resto, sottolinea, è sempre stato, sino a tempi non troppo lontani. E l’alleanza che Mauri propone tra il fare dell’uomo e il fare della Natura, si manifesta con chiarezza nella tecnica adottata. Procedure primarie, quali l’intreccio o l’appoggio, specificano nel fare dell’uomo l’empatia verso la natura cui vanno a partecipare. Ne fanno propri gli strumenti, i mezzi ed infine il linguaggio.
Il tempio di Giuliano Mauri sarà testimone dunque del suo contesto, ne rappresenterà l’aspetto materiale e la spiritualità; ne condividerà anche il destino, partecipando ai suoi eventi sin dalla nascita. Il contesto accoglierà, a sua volta, l’intervento umano portandolo ad accrescimento e a compimento. Quindi, inevitabilmente, anche al disfacimento e al finale riassorbimento, inteso quale atto estremo e incondizionato di partecipazione alla vita della Natura ed alla sua ciclicità.
Sarà inaugurato il 31 luglio all’alba e, come scrive Philippe Daverio nel saggio in catalogo “…poi l’opera andrà a seguire il suo destino, più breve di quello dei marmi d’un tempio greco, più lungo della performance che l’ha generata, con l’ambizione di incidere la memoria, non il tempo.
E nel frattempo continuerà a sorprendere…
Come la vita stessa…
Come la poesia…”

francesca agostinelli




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Associazione culturale Colonos
Villacaccia di Lestizza (Udine)
Giuliano Mauri
Tempio Vegetale
Dal 31 luglio 2005
Contributo dell’Assessorato alla Cultura della provincia di Udine
Collaborazione della Direzione centrale delle risorse agricole, naturali, forestali e della montagna della Regione Friuli Venezia Giulia
Sostegno del comune di Lestizza
Testi in catalogo:
Philippe Daverio, Federico Rossi, Fulvio Dell’Agnese.

[exibart]




strumenti

arte in corte contadina(colonos villacaccia)

19 giugno, 2008

concetto di ORMESI

Il materiale non verificabile può essere messo in dubbio e valutato secondo le linee guida sull'uso delle fonti.

Ormési, dal verbo greco ormao, significa stimolare. Concettualmente la teoria dell'ormesi afferma che sostanze particolari sarebbero in grado di esercitare effetti opposti, nell'interagire con un organismo vivente, in relazione alle dosi somministrate.

Una sostanza potrebbe avere, secondo la teoria, un'azione stimolante a basse dosi, inibente a addirittura tossica ad alte dosi.

Edward J. Calabrese, studioso del fenomeno da quasi vent'anni, avrebbe verificato la sua validità per quasi 5000 sostanze. Alcuni esempi sarebbero:

alcol: a basse dosi ridurrebbe il rischio di malattie cardio-vascolari, ad alte dosi lo aumenterebbe;
diossina: a dosi infinitesimali farebbe crescere i prati, ad alte dosi li distruggerebbe;
radiazioni ionizzanti: a piccole dosi risulterebbero protettive verso i danni provocati da un'esposizione a dosi massicce di raggi X.
Altre sostanze con effetto ormesico sarebbero: metanolo, alluminio, iodio, rame, sodio, potassio, silicio, boro, arsenico, cadmio, piombo, DDT.

prof Bellavite...sei un mito!

omeopatia, l'analisi del simile
di Italo Grassi

Il fondamento della medicina omeopatica si basa sul principio di similitudine, concetto che esprime l'inversione degli effetti farmacologici nei soggetti sani comparati con quelli malati. In un articolo di Paolo Bellavite et al. pubblicato sulla rivista eCAM (Evidence-based Complementary and Alternative Medicine) gli autori cercano di spiegare questa inversione, un diffuso fenomeno medico, attraverso tre possibili meccanismi.
Relazione di non linearità dose-risposta. L'ormesi, conosciuta anche come legge di Arndt-Schulz e descritta per la prima volta nel 1877, sostiene che deboli stimoli portano a lievi aumenti di risposte biologiche, stimoli medio-forti marcatamente alzano, forti dosi sopprimono e dosi molto forti arrestano. Inibizione delle basse dosi, fenomeno ben conosciuto in immunologia, dove una vasta varietà di sostanze esercita effetti opposti, inibizione o stimolazione, a basse e alte dosi (dimostrazione di come specifici livelli di anticorpi possono cambiare in topi inoculati con differenti dosi di antigene). Effetto inverso in un modello di leucociti, in cui l'attivazione dei neutrofili umani mostra una dose dipendenza da peptici batterici. Alte dosi di peptici batterici (fLMP) inducono un incremento marcato nell'adesività dei leucociti umani, mentre dosaggi cento volte più bassi inibiscono questa adesione.
Il ruolo dello stato patologico. Compito del processo infiammatorio è controllare la strutturale integrità di organi e tessuti, mentre il sistema immune controlla la specifica identità, l'autocontrollo biologico di molecole all'interno dell'organismo. Questi sistemi sono correlati con il sistema nervoso centrale e periferico: modalità e comportamenti "disturbanti" sono associati a disturbi immunologici, come la suscettibilità a infezioni ricorrenti, l'ipersensibilità, le allergie, le malattie autoimmuni ed il diabete. La terapia omeopatica agirebbe regolando il sistema infiammatorio e immune, direttamente attraverso molecole simili (terapia isopatica), indirettamente attraverso interconnessioni sistemiche. Ripetuti stress biologici o fisiologici possono causare errori di comunicazione interne, dirigendo l'adattamento verso uno stato patologico, più specificatamente verso la malattia cronica. Questo auto-mantenimento di malattia, come organizzazione di attrattori patologici nei sistemi complessi, può essere ricollegato al concetto di miasma della moderna omeopatia. L'informazione omeopatica viene così a "mimare" uno stress fisiopatologico capace di indurre sintomi di patologia, mentre in organismi già stressati e inefficienti riattiverebbe una risposta coerente.
Effetti rimbalzo e farmacologia paradossale. Gli effetti inversi dei farmaci sono evidenti cambiando l'orario, lo schema e la durata del trattamento, oppure l'osservazione del periodo della terapia: brevi trattamenti possono essere stimolanti, mentre trattamenti più lunghi possono essere inibitori. Quest'area include la cosiddetta farmacologia paradossale, in cui trattamenti acuti e cronici producono effetti opposti.

18 giugno, 2008

tarocchi, lettura simbolica

"Tutti i personaggi, luoghi e avvenimenti (benché a volte l’ordine cronologico sia alterato) sono reali.
Ma questa realtà è trasformata ed esaltata fino a diventare mito. Il nostro albero genealogico da un lato è la trappola che limita i nostri pensieri, emozioni desideri e vita materiale …
e dall’altro è il tesoro che racchiude la maggior parte dei nostri valori”........
(quando teresa si arrabbiò con Dio)
Alejandro Jodorowsky (Tocopilla, 7 febbraio 1929) è un regista, scrittore, drammaturgo e sceneggiatore cileno che lavora per teatro, cinema e fumetto.

Figlio di immigrati ebreo-ucraini, si trasferì nel 1953 a Parigi, dove fondò con Fernando Arrabal e Roland Topor il movimento di teatro Panico. Jodorowsky è stato per diverso tempo allievo ed assistente di Marcel Marceau, fino ad arrivare ad esserne il più stretto collaboratore. Per Marceau scrisse Il fabbricante di maschere, La Gabbia, Il divoratore di cuori, La sciabola del samurai e Bip venditore di ceramica. Oltre che direttore di teatro, è autore di pantomime e pièce teatrali, di romanzi e fumetti.

17 giugno, 2008

cerchio o circolo

http://www.cerchinelgrano.info/i_frattali.htm

STORIELLA?

L'OMEOPATIA RACCONTATA
Una fugace 'crisi di fegato'
di Luisella Zanino

Il signore basso di mezza età dai capelli bianchissimi è entrato in posta a passo spedito e rigido verso mezzogiorno. Fuori il sole estivo infiamma l'aria che sale dall'asfalto, rendendo tremolanti i contorni delle cose. L'elegante completo di lino chiaro non riesce a ingentilire quel corpo sgraziato, quasi a forma di pera, dalle spalle piccole e cadenti, i fianchi larghi, l'addome rigonfio e come scivolato verso il basso. Il volto cosparso da rughe profonde e dal colorito vagamente giallastro è leggermente sudato. Con sguardo freddo e severo dai suoi piccoli occhi penetranti e vivaci scruta la lunga e disordinata fila che si snoda davanti a lui. Serrando le labbra si piazza indispettito e impettito dietro la grassa signora sudata che sventagliandosi coi bollettini postali cerca invano di trovare refrigerio. Nell'ufficio postale il caldo è soffocante: l'impianto dell'aria condizionata è evidentemente fuori uso. "Cara signora, preferirei si sventagliasse con meno energia, mi sta dando delle gomitate, se non le dispiace". Lo sguardo dell'uomo a forma di pera è tagliente.
"Oh! Mi scusi". La coda procede lentissima; dei sei sportelli disponibili solo tre sono aperti e gli impiegati svolgono flemmatici e imperturbabili il loro lavoro.
"Mi scusi, potrebbe cortesemente starmi più lontano? Non vedo la necessità di spingere." L'alto, affascinante e frettoloso signore in coda dietro di lui lo guarda con insofferenza.
"Non stavo spingendo, piuttosto lei perché non si mette un po' più avanti? Non vede che c'è gente fuori dalla porta?"
Con stizza l'uomo a forma di pera batte un piede.
"Ma lo sa che lei è un maleducato? Chi si crede di essere? Riguarda forse me se qualcuno non riesce ad entrare? Non spinga e basta! Ha capito?"
"Le ripeto che non stavo spingendo, la vuol far finita?"
"No, che non la faccio finita! Tutti uguali voi, brutti imbecilli incapaci d rispettare le regole!...".
Nel frattempo un impiegato chiude lo sportello.
"Lei! Dico a lei!", rivolto all'impiegato che se ne sta andando.
"Dove crede di andare? A pranzo? A rubare lo stipendio come al solito? Qual e' il suo nome? Torni immediatamente allo sportello! È inconcepibile! Noi siamo cittadini che pagano le tasse! È una vergogna! Uno schifo! Uno stato allo sfacelo e voi ne siete il frutto! Le ordino di fare il suo lavoro! Mi rivolgerò a chi di dovere! Voglio parlare immediatamente col direttore di questo ufficio! Mi chiami qui e subito il direttore!".
Il nostro zolfo vegetale si è infiammato.
Chiamiamo il direttore, gli artificieri o l'omeopata con una dose di Lycopodium

07 giugno, 2008

STRAMONIUM

, da SANKARAN
(Sunto tratto da "Lo spirito dell'Omeopatia", Casa Editrice Salus Infirmorum - Padova).

Esaminiamo delle rubriche inerenti il rimedio e la loro interpretazione alla luce degli insegnamenti di Sankaran:
Mind Clinging to; Mind Clinging, child awakens terrified, knows no one, screams, clings to those near; Mind Clinging to person or forniture etc.
Esempio delle rubriche sopra menzionate:
Una persona seduta a leggere un libro, rilassata, avverte un formicolio sul braccio, qualcosa che striscia. Non lo nota immediatamente, ma quando se ne accorge grida, corre e afferra chi gli sta vicino.
Ciò significa che si sveglia, ovvero diventa cosciente della realtà che lo terrorizza, non riconosce nessuno ma trattiene chi gli sta vicino.
Altro esempio in cui si possono applicare le precedenti rubriche e le seguenti altre:
Mind, fear, dark, of; Mind, light, desire for; Mind, delirium, crying, with, help, for.
Una persona improvvisamente avverte un rigonfiamento piccolo e duro nello stomaco e si terrorizza, corre dal medico in preda al terrore e gli dice gridando per lo spavento (Delirio, grida per chiedere aiuto) :"guardi cosa è successo, è accaduto qualcosa che non so ma lei deve scoprirlo, faccia delle analisi, una radiografia, ma scopra cos’è" (paura del buio, desiderio di luce).
Quando dice: "Faccia una radiografia", significa getti un po’ di luce dentro, e ciò significa che è pronto a spogliarsi, l’abbigliamento è qualcosa che copre, che tiene nascoste le parti, esistono due rubriche a tal proposito: Mind, destructiveness, clothes, of; Mind, naked, wants to be. Ciò significa rimuovere la copertura e portare allo scoperto, nulla deve essere nascosto sotto i vestiti.
Ma i sintomi principali di Stramonium sono : Mind, delusions, wilderness, being alone in a; Mind, forsaken, feeling; Mind, delusions, danger, impression of.
Tale rubriche possono farci venire in mente un bambino i cui genitori lo abbiano abbandonato, è solo, desolato, in luogo che non conosce e che lo terrorizza, ha una sensazione di pericolo, che debba subire un danno.
Altra rubrica importante del rimedio è Mind, anxiety, salvation, about.
Chi dispera per la salvezza è chi ha commesso un reato e quindi ha perso il sostegno di colui che può darglielo.
Tale sensazione può essere espressa dai nostri pazienti quando dicono: "Dottore dovunque lei vada la prego di non allontanarsi per molto tempo, altrimenti mi sentirò perduto. Non so come potrei fare senza di lei; se dovesse accaderle qualcosa dove andrei?"
C’è ansia di essere salvati, come se perdessero il loro sostegno; la persona da cui dipendono li lascerà e rimarranno soli nel deserto, abbandonati.
Altra rubrica è: Mind prayng, pregare significa chiedere alla persona che ne ha l’autorità di realizzare un desiderio: "la prego, mi aiuti"; la notte rappresenta il buio, l’ignoto, il momento della paura, in quel momento pregherà.
Abbiamo ancora le sottorubriche Mind prayng menses, during e Mind prayng piety nocturnal in cui il rimedio è unico.
Come in molti rimedi può esserci uno stato opposto; quando non si trova in situazioni di pericolo, buio, oscurità, Stramonium parla, ride e canta, è pieno di vita; a tal proposito ci sono le rubriche: Mind, weeping, night, weeps all night, laugh all day; Mind, delusions, tall (elevato), he is; Mind, delusions, distinguished, is; Mind, delusions, divine, being; Mind, affectation.
Ciò significa che si vanta di essere audace, di non temere nulla, ma quando arriva la notte, da intendersi in tanti significati, ha paura, ha bisogno di stringersi a qualcuno.
Mind, black and sombre, aversion to everything that is.
Altra rubrica del rimedio è Mind, delirium, foreign, language, talks in a; Mind, speech, foreign tongue, in a.
Significa che alterna una lingua ad un’altra, ricorre a molte espressioni straniere e a diversi accenti; significa ancora che utilizza frasi di altre discipline o nel linguaggio di tutti i giorni utilizza dei termini che gli altri non conoscono.
Ancora un’altra rubrica da prendere in esame è "Mind, delusions, poor, he is.
Povero significa che gli manca qualcosa di necessario per sopravvivere, non necessariamente solo il denaro; infatti si può avere la sensazione di avere poca fortuna, poca salute, poca forza, poca intelligenza.
Il paziente potrà dire con voce terrorizzata: "Dottore, quando la febbre sale a 39 – 40 non so (paura del buio) se sarò in grado di sopportare una temperatura così elevata, se avrò l’energia sufficiente per sopportarla (falsa percezione di essere povero e falsa percezione che sta per ricevere un danno " Mind, delusions, injury, is about to receive").
Quest’ultima rubrica contiene la sotto rubrica: Mind, delusions, injured, is being (falsa percezione che è danneggiato) che può essere espressa nelle seguenti espressioni: "Dottore da quando ho preso la sua medicina il mio stomaco è tutto scombussolato" oppure, "da quando ho preso la sua medicina mi sono caduti i capelli".
Altra falsa percezione di Stramonium è quella inerente ai cani:
Mind, delusions dogs con le sotto rubriche attack him;
barks at them to be understood , others are dogs , he (gli altri sono cani, gli abbaia per essere capito);
biting his chest; sees.
Quando siete soli in una strada buia, non conoscete la strada per tornare a casa, non vi sono case intorno a voi e in quel momento sentite abbaiare un cane o un cane vi insegue e non riuscite a correre perché è tutto buio questo è il momento in cui si prova il terrore di Stramonium; non potrete avere certo paura di un gatto o un topo perché non vi attaccheranno ne vi morderanno.
Queste false percezione inerenti i cani potrebbero anche essere intese come quella di vedere le persone che lo circondano, o gli eventi o le situazioni come cani che gli stanno alle calcagna; es. un uomo che è terrorizzato dagli agenti del fisco.
La rubrica desiderio di uccidere (Mind, kill, desire to) può essere vista anche in senso più largo, il paziente potrà dire: "ero molto impaurito quando stavo male, però adesso penso di avere ucciso la malattia e non voglio mai più riaverla".
Se un rubinetto perde lo stringerà al massimo, anche fino la punto di romperlo.
Affronta i problemi in maniera definitiva poiché lo infastidiscono e lo spaventano.
Nel repertorio in "Generals" troviamo la rubrica: "Painlessness of complaints usually painful" in cui figura Stramonium in terzo grado assieme ad Opium, Sankaran ha usato tale rubrica per un suo paziente il cui sogno ricorrente era di mangiare vetro e di accorgersene solo per lo scricchiolio prodotto in bocca, tale evento non gli produceva alcun dolore.
Altra rubrica da esaminare è: Mind, religious affections, Bible, want to read all day the.
Per Bibbia dobbiamo intendere qualsiasi libro autorevole per il soggetto, questa rubrica può essere utilizzata per gli studiosi che si aggrappano sempre ad un’autorità particolare; infatti possiamo, ad esempio, trovare omeopati che citano continuamente l’Organon o sfogliano il repertorio tutto il giorno.
Stramonium si può applicare alla "dipendenza" nel senso più ampio del termine, possono anche essere tossicodipendenti; ma in generale sono persone che hanno sempre bisogno di qualcosa a cui attaccarsi, ad esempio i seguaci di un gruppo religioso o scientifico che hanno sempre bisogno del gruppo, del maestro.

06 giugno, 2008

Filmato

Dove si incontrano le nostre menti...


Accanto all'opera "Organon" di Samuel Hahnemann, il fondatore dell'omeopatia, le "Lezioni di filosofia omeopatica" di J.T. Kent costituiscono un 'classico' tuttora indispensabile per il medico omeopata. Le 37 Lezioni sono tratte dagli appunti degli allievi che, nell'ultimo decennio dell'Ottocento, ebbero il privilegio di assistere alle lezioni tenute da J.T. Kent a commento dell'Organon di S. Hahnemann. Si tratta di un libro che ci propone Kent come continuatore ideale dell'opera del fondatore dell'omeopatia, e che ci viene qui restituito in una moderna traduzione: scrupolosa, accurata, fedele e riveduta criticamente. Più che semplice commento, le Lezioni fanno emergere i tesori nascosti della dottrina e del pensiero di Hahnemann.