omeopatia, l'analisi del simile
di Italo Grassi
Il fondamento della medicina omeopatica si basa sul principio di similitudine, concetto che esprime l'inversione degli effetti farmacologici nei soggetti sani comparati con quelli malati. In un articolo di Paolo Bellavite et al. pubblicato sulla rivista eCAM (Evidence-based Complementary and Alternative Medicine) gli autori cercano di spiegare questa inversione, un diffuso fenomeno medico, attraverso tre possibili meccanismi.
Relazione di non linearità dose-risposta. L'ormesi, conosciuta anche come legge di Arndt-Schulz e descritta per la prima volta nel 1877, sostiene che deboli stimoli portano a lievi aumenti di risposte biologiche, stimoli medio-forti marcatamente alzano, forti dosi sopprimono e dosi molto forti arrestano. Inibizione delle basse dosi, fenomeno ben conosciuto in immunologia, dove una vasta varietà di sostanze esercita effetti opposti, inibizione o stimolazione, a basse e alte dosi (dimostrazione di come specifici livelli di anticorpi possono cambiare in topi inoculati con differenti dosi di antigene). Effetto inverso in un modello di leucociti, in cui l'attivazione dei neutrofili umani mostra una dose dipendenza da peptici batterici. Alte dosi di peptici batterici (fLMP) inducono un incremento marcato nell'adesività dei leucociti umani, mentre dosaggi cento volte più bassi inibiscono questa adesione.
Il ruolo dello stato patologico. Compito del processo infiammatorio è controllare la strutturale integrità di organi e tessuti, mentre il sistema immune controlla la specifica identità, l'autocontrollo biologico di molecole all'interno dell'organismo. Questi sistemi sono correlati con il sistema nervoso centrale e periferico: modalità e comportamenti "disturbanti" sono associati a disturbi immunologici, come la suscettibilità a infezioni ricorrenti, l'ipersensibilità, le allergie, le malattie autoimmuni ed il diabete. La terapia omeopatica agirebbe regolando il sistema infiammatorio e immune, direttamente attraverso molecole simili (terapia isopatica), indirettamente attraverso interconnessioni sistemiche. Ripetuti stress biologici o fisiologici possono causare errori di comunicazione interne, dirigendo l'adattamento verso uno stato patologico, più specificatamente verso la malattia cronica. Questo auto-mantenimento di malattia, come organizzazione di attrattori patologici nei sistemi complessi, può essere ricollegato al concetto di miasma della moderna omeopatia. L'informazione omeopatica viene così a "mimare" uno stress fisiopatologico capace di indurre sintomi di patologia, mentre in organismi già stressati e inefficienti riattiverebbe una risposta coerente.
Effetti rimbalzo e farmacologia paradossale. Gli effetti inversi dei farmaci sono evidenti cambiando l'orario, lo schema e la durata del trattamento, oppure l'osservazione del periodo della terapia: brevi trattamenti possono essere stimolanti, mentre trattamenti più lunghi possono essere inibitori. Quest'area include la cosiddetta farmacologia paradossale, in cui trattamenti acuti e cronici producono effetti opposti.
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