12 dicembre, 2008

L'OMEOPATIA RACCONTATA
Gli strani casi del dottor Burger
di Italo Grassi

Hans Carossa appartiene ad un importante gruppo di medici scrittori, vissuti a cavallo tra 1800 e 1900: nomi illustri della letteratura tedesca quali Schnitzler, Doblin e Benn. Figlio di un medico, Hans Carossa (1878-1956), di lontana origine piemontese, era medico a sua volta e, diversamente dai medici scrittori appena citati, trasse dalla professione medica la più importante fonte di ispirazione: ne sono un chiaro esempio romanzi come "Il medico Gion", "La giornata di un giovane medico" e "I casi del dottor Bürger". Quest'ultimo libro, pubblicato per la prima volta nel 1913, rappresenta il romanzo d'esordio di Hans Carossa ed è scritto in stile diaristico: un giovane medico, applicando il metodo di cura ideato dal padre, riporta giorno per giorno i casi di tisi da lui affrontati. Per il tipo di narrazione, impregnata di melanconia e senso di sconfitta, per il fatto che entrambi i personaggi principali si suicidano, quest'opera è stata paragonata al Werther goethiano.L'omeopatia non è mai citata direttamente, ma dalle frasi che seguono risulta inequivocabile quanto bene l'autore la conoscesse.
20 ottobre 1908: "Un paziente che giacesse davanti a me solo come il caso numerato 6 o 7, con i reperti clinici e le tabelle della febbre pulitamente segnati, non potrebbe mai destare in me quella curiosità nobilitata che mi spinge ad aiutare, a impegnarmi. Curare un viscere, senz'assicurarmi dell'uomo, no, io non lo potrò mai..."
6 novembre: "Il discorso più energico s'era già formulato dentro di me. Che noi conosciamo sostanze chimiche che son velenose in grandi quantità, ma fornite in piccole dosi, di un'alta efficacia curativa, che naturalmente anche una medicina innocua a volte può diventar nociva in mano d'un incompetente..."
13 dicembre: "Egli ha dimenticato o non ha mai creduto la singolarità così spesso sostenuta da mio padre, che l'energia sanatrice si produce in maniera tanto più pura in quanto minori dosi la medicina viene data..."
23 ottobre: "Rosetta è una creatura delicata di tredici anni, il viso tondo, molto bianco pieno d'efelidi pallide; ha grandi occhi grigi, che ridono volentieri e una magnifica capigliatura rossa oro; le sue ciglia lunghe sono fine e gialle come stami di fiori... Morfologia che ricorda sicuramente un tipo Phosphorus."

Hans Carossa: "Die Schicksale Doktor Bürgers"; 1993, Passigli Editori, Firenze

1 commento:

Anonimo ha detto...

STANLIO,IL FLUORICO E OLLIO IL CARBONICO
Ollio era, omeopaticamente ragionando, appartenente alla costituzione Carbonica. Una persona positiva, educata, seria, che stava alle regole, rispettoso dell’ordine e della pulizia, perfettamente in linea con il conformismo della condizione sociale. Il corpo grassoccio ed il viso “a luna piena” completano fisiognomicamente quella tipologia che risponde al nome di Calcarea carbonica. Un bell’esempio di Carbonico insomma. Stan, invece, era l’opposto. Imprevedibile e stravagante era in grado di mettere continuamente in discussione le regole di un sano vivere civile, sovvertendo ogni ordine costituito. Un ribelle dispettoso e infantile che faceva da contraltare al quieto, placido, rassicurante Ollio. Stan era un vero Fluorico, una Calcarea fluorica o meglio un Argentum nitricum con le sue ansie di anticipazione e gli attacchi di panico spesso divertenti ogni volta che venivano scoperte le sue marachelle. Non è Gelsemium, ossia quello che tanto bene Paolo Villaggio ha riprodotto in “Fracchia” tutto tremante e paralizzato dalla paura. No, Stanlio, come Argentum nitricum, si dà spesso alla fuga.(A. Ercoli)(http://www.smbitalia.org/cahiers/pdfs/2007/1_2007.pdf)