02 luglio, 2011

critica allo studio dell'omeopatia moderna.

Da temppo sto leggendo molti articoli che, con l'intento di autenticare l'efficacia dell'omeopatia,dimostrano come la cura omeopatica su animali (fatti ammalare artificialmente con veleni)sia efficace e paragonabile in percentuale ai farmaci allopatici....
Io trovo questo un TRADIMENTO verso Hanneman ma anche verso il concetto stesso dell'omeopatia. Hanneman diceva che ciò che a dosi ponderali ripetute fa ammalare(la persona sana,e questo viene definito proving))a dosi infenitesimali diluite e dinamizzate produce la guarigione in un malato che presenti le stesse modalita' di malattia.
Invece prendere un animale fargli iniezioni tossiche per produrre ad es. un epatite e poi controllare quando regredisce usando xy oppure wz e' una vera IPOCRISIA....
Se la scienza ufficiale (identifichiamola con il dott. Garattini)desidera delle prove di efficacia secondo suoi schemi crudeli ed ormai obsoleti,per introdurre un farmaco nei suoi prontuari, perchè certi omeopati(anche molto bravi) soggiaciono a questa influenza nefasta per portare avanti un discorso che dovrebbe essere diverso????
La fisica quantistica (che sicuramente prenderà il posto della chimica nel pensiero scientifico)fa vedere altre strade che danno sempre più ragione a ragionamenti e manifestazioni della realtà, fino ad ieri ridicolizzati.....
Chiedo algli omeopati, ai naturalisti, ed alla gente di valore morale, di non chinarsi per opportunismo al potente di oggi,ma di praticare la strada segnata da chi con coraggio ha portato avanti pensieri che IMMAGINAVANO OLTRE!!!!!

per ora concludo con una frase di qualche anno fa che mi è venuta in mente.....
SARA' UNA RISATA CHE VI SEPPELLIRA'

la sperimentazione sul latte e non sull'animale VA BENE!

L'omeopatia previene le mastiti nelle mucche da latte
di Teresa De Monte

L'uso routinario di antibiotici per prevenire le mastiti in vacche da latte è proibito dalle regolamentazioni dell'agricoltura biologica e l'alternativa è costituita da un sigillatore del capezzolo. La regolamentazione dell'agricoltura organica nell'EU (2000) ed in Svizzera (2001) si organizza per gestire la salute organica delle mandrie: coltivatori e veterinari sono incoraggiati a ridurre l'uso di medicine chimiche e l'accumulo di residui nell'ambiente. Tuttavia l'approccio generalmente preferito per mantenere la salute della mammella è la terapia e la prevenzione con applicazione di antibiotici meglio nota come 'dry cow therapy' (DCT). La DCT si applica alla fine della lattazione per ottenere due benefici: il periodo per trattare con antibiotici le vacche infettate è spostato in un periodo di agalattia, che riduce automaticamente la perdita economica del latte scartato, e la prevenzione contro il proliferare di batteri dopo asciugatura, specialmente durante le prime due settimane quando il rischio di infezione è molto alto. Di fronte a ciò è stata supportata dalla Commissione Europea una ricerca per valutare quale metodica fosse la migliore.
Lo studio effettuato dal gruppo di Klocke e pubblicato su Homeopathy valuta tre approcci di trattamento (omeopatia, sigillatore del capezzolo, gruppo di controllo non trattato). L'ipotesi da valutare era che l'omeopatia è un metodo che permette effettivamente di ridurre l'incidenza delle mastiti durante il periodo di post partum, utilizzando come indicatori l'isolamento di patogeni dai campioni di latte, Una seconda valutazione ha analizzato gli effetti del trattamento omeopatico sull'Incidenza clinica delle mastiti durante il periodo asciutto e 100 giorni post-partum. La scelta del rimedio omeopatico è stata effettuata sulla base delle caratteristiche che ogni singola vacca manifestava: grandezza, habitus, tipologia del tessuto, malattie predominanti (disturbi delle fertilità, mastiti, problemi agli arti, disturbi metabolici), il comportamento e il temperamento dell'animale, secondo le considerazioni della Materia Medica veterinaria e omeopatica. Otto rimedi sono stati usati: Mercurius solubilis, Lachesis mutus, Sulphur, Calcarea carbonica, Calcarea phosphorica, Pulsatilla, Sepia e Silicia, tutti alla dinamizzazione 6X.
Dopo 7-14 giorni sono state effettuate delle analisi qualitative del latte munto dalle vacche dei tre gruppi per valutare la presenza di patogeni. La terapia omeopatica si è dimostrata efficace per aumentare il numero di animali con normale secrezione di latte nel periodo post-partum rispetto al controllo non trattato e costituisce una valida alternativa al sigillatore del capezzolo.