04 dicembre, 2008

L'OMEOPATIA RACCONTATA
Natrum muriaticum, un granello di sale marino
di Italo Grassi

Natrum Muriaticum è il cloruro di sodio, il granello di sale marino che, come un naufrago, l'onda del mare ha trascinato sulla spiaggia. Il sole, alto e cocente, disidrata l'organismo di questo naufrago, le sue labbra diventano secche e screpolate, sulla sua pelle bruciata compare ogni tipo di eruzione. E' solo, abbandonato sulla battigia della vita, sotto lo sguardo immoto del cielo. Nel torrido silenzio avanza uno sciacquio di emozioni, ad esso s'accompagna il brusio della rabbia repressa, il continuo rimuginare sollevato dal fiato sospeso del mare. La grande sete riflette questi tormenti e gli pervade la bocca con un gusto dolciastro. Dalla lingua a carta geografica la saliva acida s'increspa e, come un flusso di schiuma salata, scende a bruciare lo stomaco e a gonfiare l'addome. Cresce il rancore, al frangersi delle onde, per sensazioni lontane ma dolorose come se fossero appena trascorse. Le pene d'amore rivestono di sale il sapore di lacrime che incupiscono occhi socchiusi dalla troppa luce. L'aria che inspira è una lama di polline che infiamma le mucose di naso, gola e bronchi: la rinorrea è densa, le tonsille sono gonfie e dolenti, la tosse ha un espettorato viscoso purulento e rossastro; l'asma incombe nella luce violenta come un uccello rapace. Sta male, il naufrago fatto di sale, ricordando il volto della sua infanzia, per lunghi periodi amara, che l'ombra del tempo non riesce a nascondere. La ricerca di cibo salato si tramuta in rifiuto, in un'ostile avversione verso qualsiasi cosa, oggetto o persona, che possa colmare il suo risentimento nei confronti del mondo. Nuvolette fiorite notano questa sua sofferenza e gli sorridono dal cielo, gli domandano quali sono i suoi segreti, ma lui, introverso e schivo, si rifiuta di rispondere e, con orgoglio, rinuncia alla consolazione portata dal vento. Nel suo petto spaccato batte un cuore rincorso dall'ansia. E' il marinaio colpito e inabissato dalle tempeste dell'animo, è il vinto che ama ricevere la sottile carezza dell'aspro ricordo. All'ansito rauco di un futuro al galoppo chiede di conoscere il profumo e il nome di una nuova donna per poterla chiamare ancora amore. Pallido, anemico ed emaciato, si trascina su dune roventi, tenendo le spalle curve e cadenti, mentre dalle ferite aperte schiuma sangue bruciante. La stanchezza è un pulviscolo doloroso che gli pervade la testa, procede come barca inesperta, gorgoglia in preda ai sussulti di un tormento fatto di vuoto e di nulla. Stanco di attesa, piange in silenzio e tacciono le inutili labbra, non occorre parola e nemmeno il rimpianto, quando cade, infine, sulla sabbia stremato. Comincia la sera sul cielo di stelle e, sullo sfondo, compare una falce di luna. Un chiarore tranquillo, quasi una luce, vestirà di sogni il suo corpo supino.

1 commento:

Anonimo ha detto...

stupenda! veramente stupenda riassume perfettamente il tipo natrum muriaticum.