26 marzo, 2010

omeopatia raccontata...

Gli incontri impossibili: Hahnemann e Marilyn Monroe
di Italo Grassi

Natale, le undici di sera. Hahnemann, sapendo che Melanie lo stava aspettando in camera da letto, sbuffò indispettito: - Le sembra questa l'ora giusta per farsi visitare? -
Marilyn Monroe: - Se avessi rispettato tutte le regole, non sarei arrivata da nessuna parte.
Hahnemann: - Sa in quale giorno dell'anno siamo?
Marilyn: - Mi è capitato spesso di finire su un calendario. Ma mai per una data precisa.
Hahnemann la osservò bene. La donna, un'attrice vestita con una camicetta candida, un paio di pantaloni bianchi e un nastro rosso tra i capelli, mostrava un atteggiamento un po' strano. Giocherellava con gli oggetti, camminava ancheggiando, squittiva, si succhiava il pollice e annusava i fiori come se aspirasse tabacco. Alternava momenti di dolce timidezza, ad altri in cui si mostrava nervosa e sgarbata. Era un miscuglio di ambiguità. Poi, improvvisamente, scoppiò a piangere.
- Va bene, venga nel mio studio. - disse Hahnemann, precedendola, mentre leggeva la lettera di presentazione vicino al lume di una candela accesa. Norma Jeane, vero nome dell'attrice, soffriva di depressione, aveva avuto due aborti di cui uno spontaneo; aveva anche problemi di alcolismo.
Hahnemann: - Cosa la rende infelice? -
Marylin: - Non sono stata abituata alla felicità: è qualcosa che non ho mai dato per scontato, ma pensavo che sarebbe arrivata con il matrimonio. -
Hahnemann, continuando a leggere la lettera: - Il primo matrimonio è fallito perché lei era troppo giovane. Mi parli del secondo, quello con Joe Di Maggio.
Marilyn: - Dal mio matrimonio speravo di ricavare amore, calore, affetto e comprensione. Invece è stata una relazione basata sulla freddezza e sull'indifferenza.
Hahnemann: - Cosa mi dice di quello con Arthur Miller?
Marilyn: - È un uomo brillante e uno scrittore meraviglioso, ma credo sia meglio come scrittore che come marito. -
Hahnemann: - Qua c'è scritto che lei abita a Hollywood.
Marilyn: - E' un posto dove ti pagano mille dollari per un bacio e cinquanta centesimi per la tua anima.
Hahnemann, per la prima volta, alzò lo sguardo dal foglio e, guardando la donna, per poco non gli pigliò un colpo. Marilyn era supina sul tappeto, nuda.
Hahnemann: - Perché si è spogliata?
Marilyn: - La notte mi vesto solo di Chanel numero 5...
Hahnemann, a mani giunte, percorrendo con lo sguardo schiena e glutei dell'attrice: - Lei è una stella!
Marilyn, girandosi verso di lui: - Non basta andare a letto per diventare una star... Ci vuole di più, molto di più. Però aiuta...
Hahnemann, avvicinando, con mano tremante, una boccetta piena di liquido all'attrice: - Actea Racemosa, 10 gocce al giorno. Adesso cosa intende fare?
Marilyn: - Il sesso fa parte della natura, e io seguo la natura.
Hahnemann: - Io sono un uomo sposato.
Marilyn: - I mariti non sono mai amanti così meravigliosi come quando stanno tradendo la moglie...