17 giugno, 2008

STORIELLA?

L'OMEOPATIA RACCONTATA
Una fugace 'crisi di fegato'
di Luisella Zanino

Il signore basso di mezza età dai capelli bianchissimi è entrato in posta a passo spedito e rigido verso mezzogiorno. Fuori il sole estivo infiamma l'aria che sale dall'asfalto, rendendo tremolanti i contorni delle cose. L'elegante completo di lino chiaro non riesce a ingentilire quel corpo sgraziato, quasi a forma di pera, dalle spalle piccole e cadenti, i fianchi larghi, l'addome rigonfio e come scivolato verso il basso. Il volto cosparso da rughe profonde e dal colorito vagamente giallastro è leggermente sudato. Con sguardo freddo e severo dai suoi piccoli occhi penetranti e vivaci scruta la lunga e disordinata fila che si snoda davanti a lui. Serrando le labbra si piazza indispettito e impettito dietro la grassa signora sudata che sventagliandosi coi bollettini postali cerca invano di trovare refrigerio. Nell'ufficio postale il caldo è soffocante: l'impianto dell'aria condizionata è evidentemente fuori uso. "Cara signora, preferirei si sventagliasse con meno energia, mi sta dando delle gomitate, se non le dispiace". Lo sguardo dell'uomo a forma di pera è tagliente.
"Oh! Mi scusi". La coda procede lentissima; dei sei sportelli disponibili solo tre sono aperti e gli impiegati svolgono flemmatici e imperturbabili il loro lavoro.
"Mi scusi, potrebbe cortesemente starmi più lontano? Non vedo la necessità di spingere." L'alto, affascinante e frettoloso signore in coda dietro di lui lo guarda con insofferenza.
"Non stavo spingendo, piuttosto lei perché non si mette un po' più avanti? Non vede che c'è gente fuori dalla porta?"
Con stizza l'uomo a forma di pera batte un piede.
"Ma lo sa che lei è un maleducato? Chi si crede di essere? Riguarda forse me se qualcuno non riesce ad entrare? Non spinga e basta! Ha capito?"
"Le ripeto che non stavo spingendo, la vuol far finita?"
"No, che non la faccio finita! Tutti uguali voi, brutti imbecilli incapaci d rispettare le regole!...".
Nel frattempo un impiegato chiude lo sportello.
"Lei! Dico a lei!", rivolto all'impiegato che se ne sta andando.
"Dove crede di andare? A pranzo? A rubare lo stipendio come al solito? Qual e' il suo nome? Torni immediatamente allo sportello! È inconcepibile! Noi siamo cittadini che pagano le tasse! È una vergogna! Uno schifo! Uno stato allo sfacelo e voi ne siete il frutto! Le ordino di fare il suo lavoro! Mi rivolgerò a chi di dovere! Voglio parlare immediatamente col direttore di questo ufficio! Mi chiami qui e subito il direttore!".
Il nostro zolfo vegetale si è infiammato.
Chiamiamo il direttore, gli artificieri o l'omeopata con una dose di Lycopodium

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