25 settembre, 2008

dovunque omeopatia....

Gli incontri impossibili: Hahnemann, Paolo e Francesca
di Italo Grassi

Da poche ore Hahnemann, stanco e frastornato dal lungo viaggio, si era coricato e stava per addormentarsi nella sua nuova dimora parigina. Suonò la mezzanotte e Melanie dormiva accanto a lui, quando iniziò a sentire strani rumori provenire dall'alto. Per non svegliare la moglie, salì ai piani superiori, da solo, per vedere cosa stesse accadendo. Vide alcune ombre che si muovevano e gridò: "Chi siete?"
Dante gli si parò davanti: "Perché pur gride?"
Hahnemann lo riconobbe e sbottò: "Tu sei il tizio che si era perso nel bosco. Cosa vuoi ancora da me e chi sono le due ombre che s'aggirano per questa soffitta?"
«O anime affannate, / venite a noi parlar, s'altri nol niega!». Gridò Dante verso le due ombre che, volteggiando nell'aria come colombe diafane e leggere, si avvicinarono sussurrando: "Amor, ch'a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte, / che, come vedi, ancor non m'abbandona. / Amor condusse noi ad una morte: / Caina attende chi a vita ci spense».
«Che pense?» Chiese Dante.
Hahnemann capì e rispose: "Per curarli, prima devo sapere cosa gli è accaduto."
E Dante: «Francesca, / Ma dimmi: al tempo de' dolci sospiri, / a che e come concedette amore / che conosceste i dubbiosi disiri?».
Uno dei due spiriti iniziò a parlare, mentre l'altro, sommessamente, piangeva. «Nessun maggior dolore / che ricordarsi del tempo felice / ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore. / Ma s'a conoscer la prima radice / del nostro amor tu hai cotanto affetto, / dirò come colui che piange e dice. / Noi leggiavamo un giorno per diletto / di Lancialotto come amor lo strinse; / soli eravamo e sanza alcun sospetto. / Per più fiate li occhi ci sospinse / quella lettura, e scolorocci il viso; / ma solo un punto fu quel che ci vinse. / Quando leggemmo il disiato riso / esser basciato da cotanto amante, / questi, che mai da me non fia diviso, / la bocca mi basciò tutto tremante. / Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse / quel giorno più non vi leggemmo avante».
Hahnemann si grattò la testa, perplesso, poi sentenziò: "Pallidi, deboli e tremanti, con occhi incavati e pupille dilatate; tormentati dalla nostalgia della vita e dalla tristezza dell'amore perduto; timorosi per il proprio futuro e con disperazione di guarire; i problemi sono comparsi leggendo un libro: Phosphoricum acidum!" Rivolto a Dante: " Adesso posso tornare a dormire in pace?"

13 settembre, 2008

protoni in ....."PISTAAAAA"

PROTONI IN PISTA: Il 10 settembre l’acceleratore di particelle più grande del mondo ha ricevuto un mondo di attenzioni: l’inaugurazione dello strumento LHC, infatti, si è guadagnata le prime pagine di tutti i giornali. Dopo appena 55 minuti dall’attivazione, i rilevatori hanno segnalato che il primo fascio di protoni, all’interno del condotto circolare lungo ben 27 chilometri, ha effettuato il suo tragitto con successo. L’inaugurazione ha dato avvio alla fase di rodaggio a bassa energia che durerà alcuni giorni. La potenza verrà aumentata gradualmente nei prossimi mesi, ma perché LHC venga portato a pieno regime bisognerà aspettare l’estate. Solo allora, finalmente, il grande acceleratore sarà in grado di dare le risposte che tutta la comunità scientifica attende. Una di queste è scoprire il bosone di Higgs, la cui esistenza non è mai stata provata sperimentalmente. Riuscirci significherebbe saldare finalmente l’impalcatura teorica su cui si basa la nostra attuale comprensione