L'OMEOPATIA RACCONTATA
Gli incontri impossibili: Hahnemann e Oscar Wilde
di Italo Grassi
Durante una violenta lite con alcuni professori universitari, ostili all'omeopatia, Hahnemann colpì uno di costoro con un bastone, provocandogli una profonda lacerazione alla testa. Il medico tedesco fu arrestato e condotto in prigione. Finì nella stessa cella di Oscar Wilde. Hahnemann iniziò a dolersi: - Sono finito in galera per colpa dell'animo malvagio di alcuni miei colleghi.
Wilde, le mani strette alle sbarre della piccola finestra, sbuffò: - E' assurdo dividere le persone in buone o cattive. Le persone sono deliziose o noiose.
Hahnemann, a pugni stretti: - Mandarmi in galera è stata un'azione vergognosa!
Wilde: - C'è una sola cosa orribile al mondo, un solo peccato imperdonabile: la noia.
Hahnemann: - Allora, voi, signor so tutto, di cosa vi occupate?
Wilde: - Amo molto parlare di niente. É l'unico argomento di cui so tutto.
Improvvisamente gli occhi di Wilde si riempirono di lacrime. Lui si afflosciò sul suo letto e disse: - Finora ignoravo cosa fosse il terrore: ormai lo so. E' come se una mano di ghiaccio si posasse sul cuore. E' come se il cuore palpitasse, fino a schiantarsi, in un vuoto abisso.
Hahnemann, mosso a compassione, cercò di rincuorarlo: - Spiegatemi ciò che vi angustia. Io sono un medico e vi posso aiutare.
Wilde parlò della condanna a due anni di prigione per avere violato le regole morali della società. Narrò dei rapporti con la moglie, con i figli e con i numerosi amanti maschi. Descrisse il patrimonio distrutto in pochi anni a causa della sua vita troppo dispendiosa. Accennò alle sue stravaganze, ai suoi bizzarri modi di vestire, come il vezzo di mettersi un serpente intorno al collo o alle parrucche piene di ricci con cui amava presentarsi in società. Si addolorò pensando a tutti i suoi impegni, come la poesia e il giornalismo, inizialmente intrapresi con grande gioia, poi abbandonati per noia e per indifferenza. Infine enumerò i problemi fisici: la fragilità dei denti che lo aveva privato degli incisivi, l'infezione all'orecchio (da sifilide terziaria) che lo rendeva quasi sordo, il terribile prurito su tutto il corpo che lo costringeva a grattarsi fino a fare sanguinare la pelle.
Hahnemann: - Voi siete un vanitoso, convinto che il mondo vi ruoti intorno.
Wilde: - Amare sé stessi è l'inizio di un idillio che dura una vita.
Dall'esterno una voce gridò: - Il prigioniero è libero!
Udendo il rumore della porta che si apriva, Hahnemann gli porse una bottiglietta contenente Fluoricum acidum e disse. - Questo rimedio vi sarà molto utile. Adesso devo andare poiché Melanie, la mia amatissima moglie, è venuta a prendermi: siamo da poco sposati e il nostro è un bellissimo matrimonio.
Invece entrò More Adey che aveva pagato per fare uscire Wilde di galera. Hahnemann, preso dallo sconforto, si accasciò a terra. Wilde, mentre usciva, gli sussurrò all'orecchio: - Che sciocchezza parlare di matrimoni felici; un uomo può essere felice con qualsiasi donna, purché non la ami veramente...
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