14 ottobre, 2008

Sull'autismo altra smentita

Sul presunto rischio di autismo legato alle vaccinazioni dell'infanzia è stata condotta ormai una mole di ricerche, con risultati che hanno portato a non confermare questa correlazione. A ribadire il concetto un commento di Fabrizio Pregliasco, del Dipartimento di sanità pubblica, microbiologia e virologia dell'Università di Milano, diffuso dall'ufficio stampa dell'ateneo milanese, che parte dalla constatazione della crescente diffusione dell'autismo nella popolazione infantile. "Oggi si ha molta più attenzione nei confronti dell'autismo e dei disturbi a esso collegati rispetto a qualche anno fa" dice Pregliasco. "Si parla infatti di spettro autistico più che di autismo in senso stretto, insieme di disturbi riconducibili alla patologia. Questo significa che oggi si diagnosticano più casi rispetto al passato fatto che potrebbe in parte spiegare il boom di cui si parla". Quanto all'ipotesi che i vaccini in età prescolare (trivalente per difterite-tetano-poliomielite o esavalente difterite-tetano-pertosse-epatite B-poliomielite-Haemopholus influenzae) fossero tra le cause "studi retrospettivi che hanno analizzato milioni di casi in tutto il mondo hanno drasticamente ridimensionato tale ipotesi, come ha recentemente sottolineato la Columbia University. I bambini che sviluppano l'autismo sono una percentuale ridottissima rispetto ai vaccinati, non è possibile trovare una correlazione diretta". Qualche timore però i genitori possono ancora averlo. "Per questo va sottolineata, e sottolineo, ancora una volta la rarità della malattia rispetto a tutti i bambini che si sottopongono alle vaccinazioni" conclude "e vanno messi in evidenza invece gli enormi vantaggi delle stesse nel proteggere da malattie che altrimenti potrebbero causare danni molto seri alla salute

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il malfunzionamento dei neuroni specchio potebbe essere un elemento importante nel determinare l’autismo. Questo quanto emerge da uno studio condotto alla University of California di San Diego che sarà pubblicato sul Journal of Cognitive Brain Research.